Sorafenib

Ai pazienti affetti da epatocarcinoma (cancro al fegato) non viene somministrata chemioterapia Tradizionale (endovena) e neppure radioterapia, il carcinoma epatico non risponde a queste somministrazioni.


In alternativa a tali pazienti viene proposto un farmaco di nuova generazione
prodotto dalla Bayer Spa. Nexavar - sorafenib

il costo della confezione è pari a 5.305,59 euro.

La confezione contiene 120 pasticche, la somministrazione giornaliera è di 4 pasticche da 200 mg. = 800 mg. giornalieri quindi una confezione è sufficiente per 30 giorni.

Il costo mensile della terapia si attesta sui 5.305 euro al mese.
A carico del servizio sanitario nazionale.


Nexavar ha come bersaglio sia le cellule tumorali che quelle vascolari del tumore.

In studi preclinici, Nexavar ha dimostrato di agire su due tipi di chinasi notoriamente coinvolte sia nella proliferazione cellulare (crescita) che nell'angiogenesi (apporto sanguigno) - due processi fondamentali che concorrono alla crescita tumorale.

Il carcinoma epatocellulare (HCC) è la forma più frequente di tumore epatico e negli adulti è responsabile di circa il 90% dei tumori primari maligni del fegato. Nel mondo, esso rappresenta per frequenza la sesta neoplasia e, globalmente, la terza causa principale di morte correlata a tumore.

Ogni anno vengono diagnosticati in tutto il mondo più di 600.000 nuovi casi di HCC di cui circa 32.000 nell'Unione Europea e 19.000 negli Stati Uniti.


 

Guardate cosa mi hanno proposto e riproposto e riconsigliato - quelli che sono preposti a preoccuparsi della mia salute.........

 

 

Nexavar - sorafenib
costo della confezione: 5.305,59 euro

 





Che cos'è Nexavar?

Nexavar è un medicinale contenente il principio attivo sorafenib.
È disponibile in compresse rotonde di colore rosso (200 mg).


Per che cosa si usa Nexavar?

Nexavar si usa per il trattamento di pazienti affetti dalle seguenti malattie:
1. carcinoma epatocellulare (un tipo di tumore epatico);
2. carcinoma a cellule renali avanzato (un tipo di tumore renale) dopo il fallimento di una terapia a base di interferone alfa o di interleuchina-2 o quando queste terapie non possono essere utilizzate.

Poiché il numero di pazienti con carcinoma epatocellulare e con carcinoma a cellule renali è esiguo, queste malattie sono considerate "rare" e Nexavar è stato designato "medicinale orfano" (ossia medicinale usato nelle malattie rare) l'11 aprile 2006 e il 29 luglio 2004. Il medicinale può essere ottenuto soltanto con prescrizione medica.

Come si usa Nexavar?

Il trattamento con Nexavar deve avvenire sotto la supervisione di un medico con esperienza nell'uso di terapie antitumorali. Nexavar deve essere somministrato due volte al giorno sotto forma di due compresse lontano dai pasti o con un pasto a basso contenuto di grassi. Il trattamento deve continuare fino a quando il paziente riferisce benefici senza troppi effetti indesiderati.


Come agisce Nexavar?

Il principio attivo di Nexavar, sorafenib, è un inibitore della protein-chinasi.
Esso cioè blocca alcuni enzimi specifici noti come protein-chinasi. Questi enzimi si possono trovare in alcuni recettori presenti sulla superficie delle cellule tumorali, dove sono implicati nella crescita e nella diffusione delle cellule tumorali, e nei vasi sanguigni che irrorano la massa tumorale, dove sono implicati nella formazione di nuovi vasi sanguigni.

Nexavar agisce rallentando la velocità di crescita delle cellule tumorali e bloccando l'apporto di sangue che permette alle cellule tumorali di svilupparsi.

Quali studi sono stati effettuati su Nexavar?

Nexavar è stato confrontato con placebo (trattamento fittizio) in due studi principali.
Nel primo studio sono stati coinvolti 602 pazienti con carcinoma epatocellulare e il secondo studio è stato effettuato su 903 pazienti con carcinoma a cellule renali avanzato in cui era cessato l'effetto di un precedente trattamento antitumorale.

La misura principale dell'efficacia nello studio sul carcinoma epatocellulare era la durata della sopravvivenza dei pazienti.


Le misure principali dell'efficacia nello studio sul carcinoma a cellule renali avanzato erano la durata della sopravvivenza dei pazienti e il periodo di sopravvivenza dei pazienti senza peggioramento della malattia.

 

 

Quali benefici ha mostratoNexavar nel corso degli studi?

Nexavar è risultato più efficace del placebo nell'allungare la sopravvivenza dei pazienti.

Nello studio sul carcinoma epatocellulare, i pazienti che assumevano Nexavar sono sopravvissuti in media 10,7 mesi, contro 7,9 mesi di quelli che assumevano placebo.

 

Nello studio sul carcinoma a cellule renali, i pazienti che assumevano Nexavar sono sopravvissuti in media 19,3 mesi, contro 15,9 mesi di quelli che assumevano placebo. .



Questa conclusione era basata sui risultati di 903 pazienti, tra cui circa 200 che erano passati da placebo a Nexavar prima della fine dello studio. I pazienti trattati con Nexavar sono sopravvissuti più a lungo senza peggioramento della malattia (167 giorni, circa cinque mesi e mezzo) rispetto a quelli trattati con placebo (84 giorni, circa tre mesi). Questa conclusione era basata sui risultati di 769 pazienti.

Qual è il rischio associato a Nexavar?

Negli studi gli effetti indesiderati più comuni con Nexavar (osservati in più di 1 paziente su 10) sono stati:

linfopenia (bassi livelli di linfociti, un tipo di globuli bianchi),
ipofosfatemia (bassi livelli di fosfato nel sangue),
emorragia,
ipertensione (elevata pressione sanguigna),
diarrea, nausea, vomito,
eruzione cutanea,
alopecia (caduta di capelli),
"sindrome mano-piede" (arrossamento e dolore al palmo delle mani e alla pianta dei piedi);
eritema (arrossamento), prurito,
affaticamento (stanchezza),
dolore e aumento dei livelli di amilasi e lipasi (enzimi prodotti dal pancreas).


Fonte: My-personaltrainer.it

Tabella 1: Reazioni avverse complessivamente segnalate nei pazienti in diversi studi clinici o nell'utilizzo post-marketing

Sintomi e collaterali MOLTO FREQUENTI:

Linfopenia, Ipofosfatemia,
Emorragia (incluse emorragie*, gastrointestinali*, delle vie respiratorie* e cerebrali*),
ipertensione Diarrea, nausea, vomito,
Rash, alopecia, sindrome mano-piede**, eritema, prurito,
Fatica, dolore (compreso dolore alla bocca, addominale, osseo, dolore oncologico e cefalea)
Aumento dell'amilasi, Aumento della lipasi.

Sintomi e collaterali COMUNI:

Leucopenia, neutropenia, anemia, trombocitopenia
Anoressia Depressione Neuropatia sensoriale periferica
Tinnito Insufficienza cardiaca congestizia*,
ischemia e infarto del miocardio* Raucedine
Costipazione, stomatite (incluse bocca secca e glossodinia),
dispepsia, disfagia Secchezza della cute,
dermatite esfoliativa, acne, desquamazione della cute
Artralgia, mialgia Insufficienza renale
Disfunzione erettile
Astenia, febbre, malessere simil-influenzale
Perdita di peso,
Aumento transitorio delle transaminasi



Per i sintomi e collaterali non comuni e rari (ma che alcuni pazienti avvertono)
vi rimando alla tabella esplicativa






 


Tabella 1: reazioni avverse che sono state segnalate in almeno il 5% dei pazienti in uno qualsiasi dei gruppi di trattamento nello Studio 11213 (vedere Studio 1 al paragrafo 5.1).

Questo farmaco non funziona, non funziona ma continuano a somministrarlo ai pazienti

 



 

Io mio oncologo per ben 3 volte nell'intero 2013 - pur riconoscendo che stavo guarendo il mio cancro con cure alternative continuava a consigliarmi un farmaco che non funziona e di contro da collaterale pazzeschi



 

 

Permettetemi l'ambizione - IO LO SAPEVO NEL GENNAIO 2013 ;-)

 

 

VOGLIONO SVOLGERE COMPITI CHE SOLO L'ORGANISMO NELLA SUA INTEREZZA, PUREZZA E COMPLESSITA'
PUO' SVOLGERE, SONO DEGLI ILLUSI, NON HANNO CAPITO CHE IL CORPO SI AGGIUSTA DA SOLO E QUALSIASI INTERVENTO ESTERNO NON ESSENDO DIVINO COME IL MECCANISMO DEL CORPO UMANO, NON PUO' CHE FARE DANNI, DANNI E ANCORA DANNI ...

 


Dopo un consulto fra medici, ci è stato proposta la chemio per bocca, nello specifico con il farmaco Nexavar. Dopo circa un mese di terapia, mia suocera ha avuto un episodio di confusione mentale molto grave. Nuovamente ricoverata a Pisa (in medicina), in via precauzionale è stato sospeso il farmaco, in quanto ha provocato alcune ischemie, causa del momentaneo stato confusionale della paziente.Oltre a questo grave episodio, mia suocera ha avuto diarrea, piaghe nei piedi, aumento della pressione, ittero.

fonte corsera

 



Fonte

 

Eruzione cutanea in metastatico HCC pazienti trattati con Sorafenib
By Ted Rosen, MD | 9 settembre 2011

Professore di Dermatologia presso il Baylor College of Medicine, Capo di Dermatologia presso Michael E. DeBakey VA Medical Center.

A 57 anni il paziente di sesso femminile ha sviluppato un carcinoma epatocellulare nodulare associato a cirrosi epatica da cronicità alcolica.

Ha iniziato a ricevere Sorafenib (Nexavar) (400 mg due volte al giorno) quando diverse metastasi polmonari di piccola entità apparirono 5 mesi dopo l'intervento.

Circa 3 mesi dopo l'inizio della somministrazione del farmaco, il paziente ha la comparsa esplosiva di una eruzione cutanea moderatamente pruriginosa che coinvolge il tronco anteriore e posteriore, superficie estensoria delle braccia, e il cuoio capelluto.

Non sono state coinvolte le mucose e il paziente era senza febbre.

La signora ha negato precedente diagnosi di una malattia della pelle, anche se lei aveva notato da lieve a moderata desquamazione del cuoio capelluto e la "pelle secca" sui gomiti per diversi decenni.

La storia di famiglia è stata positiva per la psoriasi (madre e zia materna).

Il resto della revisione dei sistemi, la storia medica, e la storia sociale erano irrilevanti o non pertinenti.

 

fonte dati

 

 




Fonte : www.torrinomedica.it/

 

 

 

Uno dei sintomi collaterali più insidiosi nella somministrazione di sorafenib è la cosidetta sindrome Mani-Piedi, una forma abbastanza forte di dermatite esfogliante associata a pruriti e spesso a gonfiori-

A) In questo uomo di 63 anni con carcinoma a cellule renali che aveva preso sorafenib per 2 mesi, grado sindrome mano-piede 2 sorafenib sulle estremità distali mostra la caratteristica peeling sulla superficie plantare.

B) Grado 3 sindrome mano-piede sorafenib sulle mani di una donna di 19 anni con carcinoma a cellule renali, lesioni acrali pustolose. Il suo dosaggio ha dovuto essere interrotto e riavviato a un dosaggio inferiore. Foto per gentile concessione Dr. Peter W. Heald

Trattamento della sindrome mano-piede sorafenib dipende dalla sua gravità.

Gli steroidi topici per ridurre al minimo il peeling di solito sufficiente per i pazienti con malattia di grado 1 che coinvolgono minimo eritema. Gli steroidi topici dovrebbero essere processati prima nei pazienti con malattia di grado 2, definito come peeling, bolle, e l'edema che non interferiscono con le attività della vita quotidiana.

Agenti Keratinolytic come l'urea può essere utile in questi pazienti.
Ma per i pazienti con malattia di grado 2 che è refrattario agli steroidi topici e per quelli con grado 3 malattia che interferisce con le attività della vita quotidiana, il dermatologo ha bisogno di consultarsi con l'oncologo di interrompere la terapia con sorafenib e riavviarlo a un dosaggio inferiore.

Nello studio pubblicato di fase III, le dosi sono state ridotte nel 13% e interrotti nel 21% del gruppo sorafenib a causa di eventi avversi, la maggior parte dei quali a causa di reazioni cutanee mano-piede o eventi gastrointestinali.

Come l'uso off-label di aumenti di sorafenib per il trattamento di una varietà di tumori, dermatologi sarà vedere un numero crescente di pazienti che assumono il farmaco.

Oltre alla sindrome mano-piede, il 40% dei pazienti nello studio di fase III ha manifestato rash / desquamazione, il 27% ha avuto l'alopecia, e il 19% ha avuto prurito, rispetto al 2% o meno di quegli eventi avversi nel gruppo trattato con placebo.

 

fonte dati

Sorafenib rallenta la progressione della malattia metastatica nel carcinoma tiroideo differenziato

Uno studio di fase 3 ha mostrato che Sorafenib ( Nexavar ) è in grado di aumentare la sopravvivenza libera da malattia di 5 mesi tra i pazienti con carcinoma differenziato della tiroide che hanno progredito dopo trattamento con la terapia standard a base di Iodio radioattivo.

Il 5-15% dei pazienti con carcinoma differenziato della tiroide metastatico sviluppano resistenza allo Iodio radioattivo.

La Doxorubicina ( Adriamicina; Adriblastina ) è attualmente il trattamento approvato, ma è di raro impiego a causa della scarsa efficacia e della elevata tossicità.(nota)

Lo studio DECISION ha coinvolto 417 pazienti con carcinoma differenziato della tiroide metastatico resistente allo Iodio radioattivo.

I pazienti sono stati assegnati in modo casuale a Sorafenib ( n=207 ) oppure a placebo ( n=210 ).

In caso di progressione della malattia, i pazienti assegnati al placebo potevano passare a Sorafenib.

La sopravvivenza mediana libera da progressione è stata di 10.8 mesi tra i pazienti assegnati a Sorafenib versus 5.8 mesi per i pazienti assegnati a placebo
( hazard ratio, HR=0.58 ).

Inoltre, il 12.2% dei pazienti assegnati a Sorafenib ha sperimentato riduzione delle dimensioni del tumore pari o superiori al 30%, rispetto allo 0.5% dei pazienti assegnati al placebo.

Il 42% dei pazienti assegnati a Sorafenib ha sperimentato malattia stabile per 6 mesi o più; ciò si correla a un tasso di controllo della malattia del 54%.

 

Nessuna risposta completa è stata osservata nello studio.

Risposta parziale (PR) è stata osservata nel 12,2% dei pazienti nel braccio Sorafenib e dello 0,5% nel braccio placebo. La durata mediana di PR è stato di 10.2 mesi.

Sorafenib ha ridotto dimensione della lesione bersaglio nel 73% dei pazienti, rispetto al 27% nel braccio placebo.

Di nota, il restringimento del tumore con sorafenib in pazienti sintomatici era spesso sufficiente ad alleviare i sintomi, il dottor Brose ha detto.

I più frequenti eventi avversi erano mano e reazioni della pelle del piede, diarrea, alopecia, eruzioni cutanee, affaticamento, ipertensione e, molte delle condizioni della pelle potrebbero essere gestiti con prodotti over-the-counter.

Modifica della dose a causa di eventi avversi è risultata più comune con sorafenib (77,8%) rispetto al placebo (30,1%), e il 18,8% dei pazienti ha interrotto il sorafenib causa di eventi avversi rispetto al 3,8% dei pazienti trattati con placebo.

I più frequenti eventi avversi gravi sono stati tumori secondari, che si verificano nel 4,3% dei pazienti trattati con il farmaco e il 1,9% di quelli trattati con placebo.

Due decessi attribuiti al farmaco in studio si è verificato, uno in ogni braccio dello studio.

 

Fonte: ASCO Annual Meeting, 2013

 

 

 

 

 

Sorafenib è un inibitore della crescita neoplastica.

Gli effetti collaterali di queste sostanze sono differenti rispetto agli effetti collaterali tradizionali dei chemioterapici.

Questa classe di molecole agisce contro i tumori in modo più selettivo rispetto alla chemioterapia, in quanto riconosce alcune proteine che si trovano sulla parete delle cellule tumorali o all’interno della cellula, ovvero blocca i meccanismi con i quali le cellule si riproducono; siccome queste proteine (ma non solo di proteine si tratta) si trovano solo in piccola parte anche sulle cellule sane, ne risulta che l’azione sia mirata verso le cellule tumorali.

Queste sostanze possono uccidere le cellule tumorali o solamente impedire che si sviluppino.

Le reazioni alla terapia variano da individuo a individuo:

alcuni pazienti accusano pochissimi effetti collaterali, altri, invece, devono sopportare conseguenze più pesanti. Non necessariamente gli effetti collaterali descritti colpiranno tutti coloro che si sottopongono al trattamento.

E’ opportuno sapere che gli effetti collaterali possono essere diversi se il trattamento è effettuato, anziché con questo solo farmaco, in associazione con farmaci chemioterapici.

Questo farmaco può provocare astenia, ossia sensazione di fatica, e anoressia, ossia diminuzione dell’appetito; entrambe possono insorgere in forma lieve o anche in forma severa.

L’astenia può essere legata all’anemia; è sempre consigliabile discuterne con l’oncologo. E’ necessario comunicare a medici ed infermieri qualunque effetto collaterale insorga nel periodo della terapia. Si prendono qua in considerazione gli effetti collaterali più comuni e anche i meno frequenti. Sono stati, invece, tralasciati gli effetti collaterali molto rari, ossia quelli che molto difficilmente si presenteranno.

 

EFFETTI COLLATERALI COMUNI:

Dolore e arrossamento del palmo della mano e della pianta del piede.

Detta anche “sindrome mano-piede”; è un effetto tardivo, perché si manifesta con l’accumulo delle dosi di farmaco nel tempo; inizia con una sensazione di formicolio e bruciore ai palmi delle mani e, meno frequentemente, alle piante dei piedi; dopo alcuni giorni può insorgere dolore. Talora può essere necessario modificare la terapia. Può essere utile la somministrazione di analgesici e neuro-protettori.

Modificazioni della cute.

La terapia può causare un’eruzione cutanea, simile all’acne, che può dare prurito. La cute potrebbe diventare secca e andare soggetta a modesta desquamazione. Sono consigliati saponi neutri, ed eventualmente creme antistaminiche.

Aumento della pressione.

Quando la pressione arteriosa aumenta, si avvertono cefalea, vertigini, confusione mentale, malessere. Se insorgono questi disturbi durante la terapia, è necessario avvisare il Personale.

Diarrea.

Se si presenta, è in forma lieve, una-due scariche al giorno; raramente è severa; può essere controllata facilmente con i comuni farmaci antidiarroici.
In ogni caso, è necessario bere molto per reintegrare i liquidi perduti.

Dolore o ulcere del cavo orale, con o senza modeste alterazioni del gusto.

Durante il trattamento, è possibile avvertire una sensazione di dolore alla bocca, che potrebbe essere particolarmente secca, e anche notare la presenza di piccole ulcere.
Per prevenire questo effetto collaterale, è importante assumere molti liquidi ed eseguire una regolare pulizia dei denti con uno spazzolino morbido. Le eventuali alterazioni del gusto scompariranno al termine della terapia.

Nausea e vomito.

Nonostante questo non sia un farmaco chemioterapico tradizionale, questi sintomi possono insorgere ugualmente, e durare anche per alcuni giorni. Di solito la nausea è di intensità modesta, ed è sufficiente assumere un antiemetico. Il vomito è raro. Per chi riceve questo farmaco in associazione alla 4 chemioterapia, le probabilità di accusare questi sintomi è decisamente più alta

Modificazioni dell’udito.

Potreste accusare una sensazione di ‘rumori’ all’orecchio (tinnito) e accorgervi di non percepire i suoni acuti. Ciò è dovuto all’azione del cisplatino, ma si tratta di un effetto temporaneo, destinato a scomparire alla conclusione del trattamento.

Crampi muscolari.

Generalmente si presentano in forma lieve; se creano dolore persistente, può essere utile assumere un antiinfiammatorio, tipo tachipirina.

 

Per gli effetti collaterali meno frequenti vi rimando alla fonte:

Edito dall’Ufficio Comunicazione su testi forniti dalla
Struttura Complessa Oncologia e dall’ “Associazione Italiana Malati di Cancro,
parenti ed amici” in aderenza agli standard di Accreditamento Joint Commission International

 

capite amici?

Oltre a somministrarmi 4 pasticche di similveleno che oltre ad uccidere le cellule tumorali uccide anche quelle sane, mi alza la pressione (rischio embolo) mi da senso di vomito, diarrea, ulcere alla bocca, modificazione dei sapori in bocca (si dice sapore metallico costante), mi secca la pelle e il cavo orale, mi da eruzioni cutanee e sindrome mano-piede, devo anche girare con la sportina di farmaci antagonisti, quello che combatte la sindrome, quello per le urcere del cavo orale, quello contro la dissenteria, quello contro la nausea, quello per regolarizzare la pressione....

Una vera e propria farmacia ambulante...

E per cosa poi?

Per vivere 14 mesi invece di 10, come dire, da gennaio, invece di morire a fine estate muoio dopo l'epifania, però in cambio per 14 mesi sto male, divento un farmaco ambulante.

Certo che però.

Qualcuno col sorafenib ci guadagna, il farmaco costa 5.300 euro al mese, poi aggingiamoci tutti i farmaci, le visite e i controlli accessori per contenere i collaterali, facciamo che alla fine sono 6.000 euro al mese?

6.000 euro per 14 mesi quanto fa?

84.000?

Io invece con la mia cura alternativa in 14 mesi spendo 540*14= 7.560 euro

Meno di un decimo, eppure il servizio sanitario nazionale è disposto a spendere 84.000 euro per farmi vivere 4 mesi in più nella sofferenza, ma non è disposto a spendere 7.600 euro per farmi vivere bene quel che mi rimane da vivere.

Io questa situazione la Definisco UNA VERGOGNA


 

 

 

 

Vi invito a leggere le risposte SCHEMATIZZATE e obbligatorie dei medici..............

 

Leggi testimonianza 1.........

 

Leggi testimonianza 2........

 

 

Già 4 anni fa si conosceva synchrolevels ma nessun medico si sognava e si sogna di consigliarlo, sono invece autorizzati dall'ordine a consigliare sorafenib, un farmaco nei fatti fallimentare che non da speranze di sopravvivenza (lo ammettono i medici stessi) ma solo l'allungamento della vita nell'ordine di pochi mesi chiedendo in cambio al paziente considerevoli collaterali ..................

Io ho rifiutato il consiglio oncologico di somministrarmi sorafenib, dal 01 febbraio 2013 mi somministro regolarmente synchrolevels all'interno del mio protocollo, il mio carcinoma ad alta proliferazione con metastasi linfonodali è in fase regressiva, io sto benissimo, sono in salute, oseri dire che non sono mai stato bene come adesso che ho il cancro...

Le mie uniche collaterali sono una salute di ferro, benessere generale e uno stato mentale elevatissimo - da febbraio 2013 non prendo farmaci, non ho mai avuto un mal di testa, una diarrea, un senso di vomito, due righe di febbre, un imbarazzo intetinale, una gastrite, nulla di nulla, questi sono gli effetti collaterali del mio protocollo su di me.....

In tutta questa storia voglio aggiungere che il servizio sanitario nazionale era disposto a spendere un sacco di soldi per passarmi gratuitamente sorafenib ma non è disposto a rimborsarmi il mio protocollo che ha un costo dieci volte inferiore e su di me da risultati stupefacentemente superiori..............

quando questo stato assimilerà il concetto che ognuno ha diritto di curarsi come meglio crede e che lo stesso deve prendersi carico delle spese del paziente di cancro in ogni caso..

quando questo stato raggiungerà questa maturità potrò finalmente dire di vivere in uno stato GIUSTO....

uno stato SERIO mi avrebbe detto, noi siamo disposti a spendere 6.000 euro al mese per curarti con la nostra proposta (sorafenib) ma se la nostra proposta non ti sta bene noi siamo disposti a rimborsarti fino alla stessa spesa per cure alternative che tu deciderai di intraprendere, questo è un discorso onesto ---

p.s. tengo a ribadire che ritengo il mio giovane oncologo una brava persona, purtroppo è intrappolato in un meccanismo che lo costrige e muoversi secondo dettami antichi e superati, la medicina convenzionale non permette ai suoi dipendenti di esprimere creatività scientifica e collaborativa con i propri pazienti, li obbliga a considerarci pazienti standardizzati quando invece siamo tutti casi unici, i medici attuali sono solo esecutori di rigidi protocolli calati dall'alto, protocolli ciechi che se ne fregano del paziente come persona e lo identificano come numero statistico -

se riuscirò ad uscire da questo guaio la medicina convenzionale non contemplerà il mio caso e il mio modo di curarmi nella sua opinabile statistica.......

io voglio bene - al mio oncologo.

 

firmato marco sesanta 11/10/2013

 

 



Guardate come mi vuole bene il mio oncologo andrea casadei gardini

 

 

 



avete visto amici come mi ama il mio oncologo....
che brava persona !!!!

 

 

 



Tabbella della sopravvivenza con trattamento sorafenib....
notare, il cancro al fegato riparte dopo soli 4.2 mesi di trattamento sorafenib.....
questo farmaco è una sola pazzesca, sembra quasi un trattamento punitivo
costa 6.000 euro a scatola = ( al mese di trattamento )

Lo stato ITALIANo è disposto a spendere 6.000 euro al mese per somministrarmi questa schifezza di farmaco
ma non è disposto a passarmi 1.200 euro al mese, costo del mio protocollo....
Io col mio protocollo non solo da due anni STO BENISSIMO,
mi sto anche salvando la vita, - questo stato mi ha abbandonato...

Ma io sapevo che lo stato siamo noi...
non LORO.

 

 

 

Costo-efficacia della terapia conSorafenib nel trattamento dell’HCC Prof. C.
Cammà Università degli studi di Palermo

26) Ma uno studio pianificato per verificare se un farmaco è «non peggiore» rispetto ai trattamenti standard, senza nessun interesse per alcun valore aggiunto, non pone alcuna domanda clinicamente rilevante. Inoltre, a meno che non sia già nota una maggiore tollerabilità del nuovo farmaco, comporta inevitabilmente un inaccettabile eccesso di eventi avversi nella popolazione dei pazienti.


 

 

 


I miei sono solo PARERI PERSONALI, non intendo suggerirvi nulla, non sono un medico e non ho le competenze per darvi consigli,
vi racconto solo la mia storia e come mi curo, per qualsiasi problema non fate come me che sono pazzo,
rivolgetevi sempre al vostro medico di fiducia-
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