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News - Salute


  
31/05/2014
02:40:54

3,6 milioni di italiani hanno il diabete;



3,6 milioni di italiani hanno il diabete; 6 milioni sono a rischio, ma nessuno fa prevenzione






Gli italiani conoscono il diabete, ma non fanno prevenzione. Eppure le cifre parlano chiaro: la malattia è sempre più diffusa e pericolosa, ma gli italiani fanno gli indiani


il diabete in Italia è assai diffuso, con 3,6 milioni di malati, 15 milioni di persone a rischio modesto e altri 6 milioni ad alto rischio.

Nonostante le cifre, gli italiani non si sentono a rischio e, dunque, non fanno prevenzione.

Ma il diabete è posizionato al quinto posto, quale malattia grave, subito dopo cancro, ictus, infarto e Alzheimer.


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31/05/2014
02:36:52

Un medicinale omeopatico agisce sull’espressione genica nelle cellule neuronali



Grazie a nuove tecnologie la farmacologia delle dosi ultra-basse consolida la sua base scientifica





In concomitanza con la giornata mondiale per la medicina omeopatica e dopo la pubblicazione dell’ennesimo lavoro contro la medicina omeopatica del National Health andMedical Research Council (Nhmrc) del Governo australiano si è acceso un vero e proprio dibattito.


GregCope, portavoce dell’ Australian Homeopathic Association, ha espresso il suo totale disappunto nei riguardi del Nhmrc, annunciando che presenterà nuovi documenti e ricerche che proveranno l’efficacia dell’omeopatia.

Intanto i noti blogger italiani più scettici e accaniti si sono scatenati contro la medicina di Hahnemann. Dalle oche sapienti ai ginecologi con molto tempo libero hanno tutti lavorato di sciabola e livore nel tentativo di screditare il lavoro serio di migliaia di medici.

La miglior risposta da parte del mondo scientifico omeopatico è quella di continuare a proporre nuovi lavori a dimostazione dell'efficacia del paradigma omeopatico. Ed è quello che farò oggi.

  • Un nuovo studio del gruppo del prof. PaoloBellavite, del Dipartimento di Patologia e Diagnostica dell’Università diVerona, riporta un effetto del medicinale Gelsemium sempervirens sulle cellule neuronali in coltura.



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26/04/2014
00:50:08

Epatite C, svolta nella cura con un nuovo farmaco



Può eliminare il virus in 3 mesi






Un gruppo di studiosi statunitensi della University of Texas Health Science Centre (Usa) ha messo in evidenza, tramite due studi, che un nuovo farmaco è in grado di curare il 90% dei pazienti in 12 settimane e il 96% in 24 settimane dall’infezione del virus dell’epatite C.

I risultati potrebbero rappresentare davvero un punto di svolta nella cura dei questa patologia cronica: “E' fantastico – ha affermato Fred Poordad, che ha guidato le due ricerche -. Siamo davvero eccitati per i pazienti. C’è davvero speranza per il loro futuro”. Il farmaco agisce bloccando una proteina indispensabile per la replicazione del virus.


Gli studiosi per le due ricerche hanno arruolato 380 pazienti affetti da cirrosi epatica in 78 centri di cura divisi tra Spagna, Germania, Inghilterra e Stati Uniti. Dalla prima ricerca, condotta su 208 pazienti, è emerso che, dopo 12 settimane, 191 pazienti su 208 (il 90%) non aveva più l'epatite C, mentre nel secondo studio, condotto su 172 malati, è emerso che 165 dei 172 pazienti (il 96%) risultava libero dall’infezione dopo 24 settimane.

Secondo gli autori dei due studi "questi risultati rappresentano un importante passo avanti e segnano un punto di svolta nel trattamento dell'epatite C".


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25/04/2014
01:20:44

Da un complesso proteico una possibile cura per l’Alzheimer



Scienziati trovano nei composti Chaperone un possibile trattamento della malattia di Alzheimer, partendo da un approccio completamente nuovo che offre significative speranze





C’è un complesso proteico chiamato “retromero” (o retromer protein complex, RPC) che svolge un ruolo vitale tra i neuroni, dirottando la proteina precursore dell’amiloide (APP) lontano da una regione della cellula dove APP viene scissa – un processo che dà vita al sottoprodotto noto come beta-amiloide, potenzialmente tossico, che si ritiene contribuisca allo sviluppo dell’Alzheimer.

Partendo da questo dato di fatto, i ricercatori del Columbia University Medical Center (CUMC), del Weill Cornell Medical College e della Brandeis University, hanno identificato una nuova classe di composti, chiamati “chaperon farmacologici”, che sono in grado di aumentare significativamente i livelli RPC e diminuire i livelli di beta-amiloide in colture di neuroni ippocampali, senza apparente tossicità delle cellule.


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25/04/2014
01:16:36

Spazzolino da denti: ogni giorno, una scorpacciata da 10 milioni di batteri



Gli esperti mettono sull’avviso: il proprio spazzolino da denti può contenere oltre dieci milioni di batteri che, ogni volta che ci laviamo i denti, distribuiamo ben bene all’interno del cavo orale





Secondo la dott.ssa Ann Wei, così come ha spiegato a Grandparents.com commentando lo studio dell’Università di Manchester, il vecchio spazzolino fa in fretta a caricarsi di batteri e nei modi più disparati, a cui magari non pensiamo o non facciamo caso.

Per esempio, può raccogliere gli schizzi d’acqua sporca quando ci laviamo le mani; oppure possono depositarsi i batteri provenienti dal WC lasciato aperto e che svolazzano nell’aria. Allo stesso modo, le correnti d’aria in bagno possono sollevare una miriade di agenti patogeni veicolati dalle persone con le loro scarpe e già depositati sul pavimento, sulle superfici dei mobili e anche sui muri.

E poi utilizzare lo stesso dentifricio può anche essere fonte di contagio, soprattutto se si poggia il tubetto sulla superficie dello spazzolino. Così come tenere insieme gli spazzolini di tutta la famiglia, nel caso vengano a contatto l’uno con l’altro, può essere fonte di trasmissione dei batteri.

Se poi per caso lo spazzolino cade per terra, la cosiddetta regola dei cinque secondi non vale: la regola dei cinque secondi è quella che ritiene che se un qualcosa cade per terra e viene raccolta entro massimo cinque secondi non dovrebbe contaminarsi di batteri o, comunque, non così tanto da rappresentare un pericolo. Ecco, in questo caso, se lo spazzolino cade è bene sostituirlo e non utilizzarlo più.


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25/04/2014
01:13:04

La marijuana può provocare seri disturbi cardiaci



L’uso di marijuana è stato trovato essere causa di gravi complicazioni cardiovascolari e vascolari legate a cuore, cervello e arti. A esserne più colpiti i giovani, gli adulti e le persone di mezza età





Si sente parlare sempre più dell’uso terapeutico della marijuana, o del suo principale principio attivo, il THC. Così come della sua legalizzazione in alcuni Paesi. Per questo motivo i ricercatori hanno condotto diversi studi per comprendere meglio come agisca sull’organismo e quali effetti possano avere l’uso dei cannabinoidi anche e soprattutto al di fuori dell’ambito terapeutico.

I ricercatori sottolineano che l’uso di marijuana e le eventuali complicazioni di salute risultanti sono probabilmente sottostimate, visto che i consumatori di queste sostanze sono milioni e spesso fanno parte di un sottobosco non facilmente identificabile.
«Le persone pensano che la marijuana sia innocua, ma le informazioni che mostrano i potenziali pericoli per la salute dal consumo di marijuana devono essere diffuse tra il pubblico, i responsabili politici e gli operatori sanitari», sottolinea Jouanjus

«Ci sono ora prove convincenti sul crescente rischio di effetti avversi cardiovascolari associati alla marijuana, soprattutto nei giovani – aggiunge la ricercatrice – E’ quindi importante che i medici, tra cui i cardiologi, siano consapevoli di questo, e considerino l’uso di marijuana come una delle possibili cause nei pazienti con disturbi cardiovascolari».


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30/03/2014
21:09:56

Un nano-cavallo di Troia contro le infiammazioni



Minuscoli medici personalizzati che operano all’interno del nostro corpo. Non è la trama di un nuovo film di fantascienza, ma il futuro verso il quale si sta muovendo, ormai da anni, la ricerca biomedica.






i risultati cominciano a vedersi: lo sviluppo di nanofarmaci è un settore ormai in espansione.

L’ultima arrivata tra le nanoparticelle è quella individuata da un team di ricercatori dell’Università dell’Illinois di Chicago e che porta il farmaco antiinfiammatorio direttamente alle cellule immunitarie fuori controllo.

Lo studio, pubblicato su «Nature Nanotecnhnology», dimostrerebbe l’efficacia di nuove nanoparticelle, costituite da piccole porzioni di proteine, progettate per legarsi esclusivamente ai neutrofili. I neutrofili sono quei globuli bianchi presenti nel sangue che, nella normale risposta immunitaria, vengono attivati quando un vaso sanguigno si danneggia e si accumulano vicino alla ferita per impedire il passaggio di batteri.


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30/03/2014
21:07:11

Miele, l'arma più dolce contro la resistenza agli antibiotici



Dalla tavola alla farmacia: il miele, oltre a essere un alimento appetitoso, può aiutare a combattere i batteri che hanno sviluppato una resistenza agli antibiotici convenzionali.





È quanto sostenuto da Susan M. Meschwitz al meeting annuale dell’American Chemical Society, tenutosi a Dallas dal 16 al 20 Marzo.


Che il miele sia un potente antibiotico e antinfiammatorio è cosa nota da molti anni, ma non se ne conoscevano le cause: i dati presentati dalla ricercatrice della Salve Regina University (Newport) tentano di gettare luce su questi complessi meccanismi, analizzando le varie armi che il miele ci offre nella guerra ai batteri.

  • Normalmente gli antibiotici indirizzano la loro azione contro meccanismi specifici della crescita batterica; in questo modo per i batteri è relativamente facile, attraverso mutazioni del proprio DNA, sviluppare una resistenza ai farmaci. Agendo su diversi livelli, il miele rende questo fenomeno di adattamento molto più difficile.



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27/03/2014
00:38:22

Vaccino trivalente, è pericoloso? Procura indaga su casi autismo



La procura di Trani ha aperto un'inchiesta per capire se esiste una relazione tra il vaccino trivalente non obbligatorio (anti-morbillo, rosolia e parotite) e l'insorgenza dell'autismo.






Il fascicolo, al momento a carico di ignoti, ipotizza il reato di lesioni colpose gravissime e nasce dalla denuncia di alcuni genitori della zona di competenza della procura tranese.

Ai loro figli è stata diagnostica una sindrome autistica post vaccinale e, per questo, hanno deciso di interessare la magistratura. Il sostituto procuratore Michele Ruggiero ha delegato le indagini al Nas di Bari.


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27/03/2014
00:36:00

Malaria: scoperto il tallone d'Achille del parassita



Un team di scienziati svizzeri potrebbe aver scoperto il tallone d’Achille del Plasmodium falciparum, il parassita responsabile della forma più grave di malaria.





Il problema principale della malaria, che causa un milione di morti all’anno nel mondo, è che il parassita che ne è la causa sviluppa facilmente resistenze ai farmaci.

I ricercatori sono quindi costantemente alla ricerca di nuovi approcci terapeutici per aggirare questo problema. Ora uno studio condotto...

Ora uno studio condotto dal professor Didier Picard dell'Università di Ginevra, in collaborazione con la Scuola di Farmacia di Ginevra-Losanna e l'Università di Basilea, pubblicato il 3 marzo scorso dal Journal of Medicinal Chemistry, ha portato a individuare una nuova classe di molecole in grado di colpire il Plasmodium senza danneggiare i globuli rossi del soggetto infettato.


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23/03/2014
03:36:57

Argento rende gli antibiotici fino a 1000 volte più efficaci



L'argento apre nuove potenzialità per quattro comuni antibiotici, permettendo loro di uccidere i batteri che precedentemente resistevano ai loro effetti





Basse dosi di argento potrebbero rendere i batteri più sensibili all’attacco dei comuni antibiotici, aprendo la strada a nuove terapie per le infezioni di batteri farmaco-resistenti.


Gli scienziati dell’Istituto Wyss presso l’Università di Harvard hanno pubblicato una ricerca su Science Translational Medicine che apre la possibilità di poter trattare i batteri con un composto d’argento.

Questo potenzierebbe l’efficacia di una vasta gamma di antibiotici ancora oggi utilizzati ma la cui efficacia è sempre più a rischio contro ceppi resistenti di batteri.


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23/03/2014
03:33:25

Dall’aglio un composto chimico contro i batteri resistenti



Molti batteri stanno sviluppando una resistenza allarmante agli antibiotici, per questo sono richiesti nuovi farmaci in grado di combattere questa minaccia.





Le infezioni multiresistenti costituiscono perciò un problema crescente per la salute in tutto il mondo. Ma secondo una ricerca la soluzione potrebbe arrivare dall’aglio.

“Sappiamo che c’è un composto chimico potente nella pianta dell’aglio che neutralizza i batteri resistenti, paralizzando il loro sistema di comunicazione. La mia tesi di dottorato dimostra che l’ajoene, sostanza presente nell’aglio, impedisce in modo specifico che i batteri possano secernere il rhamnolipid, tossina che distrugge i globuli bianchi.

Questi ultimi infatti sono indispensabili perché svolgono un ruolo cruciale nel sistema di difesa immunitario, non solo per scongiurare infezioni, ma anche per uccidere i batteri “, spiega Tim Holm Jakobsen della University of Copenhagen.


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23/03/2014
03:28:49

Dal miele un nuovo approccio contro l’antibiotico-resistenza



Il miele potrebbe essere una soluzione al crescente problema dell’antibiotico-resistenza e svolgere un ruolo importante nella lotta contro le infezioni.






E’ quanto afferma uno studio presentato al 247esimo Meeting Nazionale della American Chemical Society (ACS).

“La proprietà unica del miele risiede nella sua capacità di combattere le infezioni su più livelli, rendendo più difficile per i batteri lo sviluppo della resistenza – spiega la prima autrice dello studio Susan M. Meschwitz – cioè, si utilizza una combinazione di armi, tra perossido di idrogeno, acidità, effetto osmotico e alta concentrazione di zuccheri che uccidono attivamente le cellule batteriche.

  • L’effetto osmotico che è il risultato della elevata concentrazione di zucchero nel miele, richiama acqua dalle loro cellule, che causa disidratazione e infine uccide i batteri.”





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23/03/2014
03:28:00

Scoperta relazione fra Alzheimer e disturbi del sonno



Chi soffre di disturbi cronici del sonno a causa del lavoro, insonnia o per altri motivi, potrebbe dover affrontare un esordio precoce del morbo di Alzheimer.






E’ quanto afferma un nuovo studio dei ricercatori della Temple University .

“La grande domanda che abbiamo cercato di affrontare in questo studio è se i disturbi del sonno sono un fattore di rischio per lo sviluppo del morbo di Alzheimer o se sono qualcosa che si manifesta insieme con la malattia”, ha affermato Domenico Praticò, che ha condotto lo studio.


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12/02/2014
15:59:18

La rivoluzione della cannabis terapeutica



Un sindaco sulla cattiva strada «Vi sfido e coltivo la cannabis»





La rivoluzione della cannabis terapeutica parte da un piccolo paese del Sud, 10.400 abitanti, 55 metri sul livello del mare. A Racale di Puglia stanno combattendo (e vincendo) la battaglia più importante per tutti i malati che hanno bisogno dei cannabinoidi per curare gli effetti di alcune patologie come la sclerosi multipla.

Sì, perché dietro la legge approvata ieri dalla Puglia, quarta regione in Italia a dire sì all’uso terapeutico della marijuana, c’è in realtà un progetto più ambizioso che trova, tra l’altro, il favore di tutte le forze politiche. Ed è creare il primo campo per la coltivazione in proprio della materia prima. Sarebbero i primi in Italia con tutte le autorizzazioni e i certificati ministeriali. si


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12/02/2014
15:40:05

Tumori, ecco la cura che abbatte gli effetti collaterali della chemio



L'obiettivo è tanto ambizioso quanto importante: abbattere (o eliminare del tutto) gli effetti tossici della chemioterapia dei tumori ematologici.





E i risultati preliminari sembrerebbero testimoniare che la nuova terapia, presentata questa mattina a Firenze dal vicesindaco Stefania Saccardi e dalla presidente del gruppo Menarini Lucia Aleotti, risulta davvero più efficace, semplice e accessibile di quelle presenti finora.

LOTTA ALLA INSUFFICIENZA RENALE

In omaggio al capoluogo toscano dove Menarini ha fatto nascere e sviluppare il progetto investendoci 50 milioni di euro, lo studio si chiama proprio "Florence" (Febuxostat for tumor Lysis syndrOme pREvention iN hematologiC malignanciEs) e si tratta della più ampia sperimentazione clinica internazionale mai condotta in questo ambito per valutare efficacia e sicurezza di febuxostat, farmaco già usato contro la gotta, nei pazienti a rischio di insufficienza renale (la cosiddetta sindrome da lisi tumorale) uno dei più pesanti effetti collaterali della chemioterapia di leucemie e linfomi. Il gruppo fiorentino chiederà adesso all'Agenzia europea del farmaco l'autorizzazione a mettere in commercio il flebuxostat.


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29/01/2014
02:03:19

Arriva in Italia un potente disintossicante capace di “ripulirci” in 12 ore



E’ stato creato dal Ministero della Difesa russo all’epoca degli scenari di guerra chimico-batteriologica URSS/USA e successivamente convertito per uso civile.





Enterosgel è un potente disintossicante, un dispositivo medico per uso interno che ha origine nella lontana Unione Sovietica, creato per curare gli effetti di un possibile attacco chimico batteriologico.

Intossicazione da metalli pesanti, da droghe o alcool, esposizione prolungata ad agenti chimici, infezioni intestinali, allergie a medicinali o alimenti? Ci pensa Enterosgel.

Questo gel inodore e insapore è infatti capace di agire a livello gastro-intestinale “legando” le sostanze tossiche, soprattutto medio-molecolari, i batteri nocivi e gli allergeni, e rimuovendoli entro 12 ore dall’assunzione del prodotto.

Enterosgel migliora il profilo immunitario generale dell’organismo e il decorso di diversi disturbi, in particolare delle diarree infettive, di altri disturbi gastro-intestinali e delle malattie allergiche, e riduce l’effetto negativo dell’alcool in caso di abuso di bevande alcoliche.


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27/01/2014
03:25:30

Cattaneo: «Le Iene grancassa della truffa "Stamina"»



In questa intervista Elena Catteneo, scienziata e senatrice a vita, attacca duramente il programma Mediaset per aver «aiutato la truffa Stamina». Ma critica anche l'ex ministro Balduzzi: «Perché non diede seguito all'ordinanza che bloccava l'ospedale di Brescia. Uno scandalo colossale».




«C’è stata una totale mancanza deontologica. Su Stamina le informazioni erano pubbliche al cento per cento. Bastava cercarle». La scienziata e senatrice a vita Elena Cattaneo muove un duro atto di accusa al programma «Le Iene» e più in generale al ruolo svolto da certa informazione nella truffa di Stamina. E spiega in un’intervista a l’Unità: «La malainformazione ha creato un forte cortocircuito favorendo traffici, infusioni illecite, fuori controllo presso studi medici o cliniche private».


La senatrice, studiosa delle staminali, Elena Cattaneo è fra i firmatari (con Gilberto Corbellini e Michele De Luca) di una lettera alla Stampa in cui denuncia ll’uso irresponsabile della libertà di informazione da parte delle “Iene” nel caso Stamina.


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22/01/2014
23:10:26

Stamina, l’Unione medici italiani: «Stop ai trattamenti a Brescia»



I camici bianchi degli Spedali Civili: procediamo solo con mandato legale per ogni singolo caso ordinato dai giudici





Stop ai trattamenti con il metodo Stamina agli Spedali Civili di Brescia.

L’indicazione, in forma di semplice suggerimento, arriva dall’Unione dei Medici Italiani (Umi, organizzazione sindacale di categoria), che «ritiene di consigliare ai propri iscritti e non, medici dirigenti dell’A.O. Spedali Civili di Brescia, di astenersi dal praticare ulteriori trattamenti con il metodo Stamina proposti dalla direzione aziendale e sanitaria e/o dai propri diretti superiori gerarchici ancorché giustificate dagli accordi tra l’azienda e Stamina o dalle ordinanze della magistratura».

  • Lo scrive in una nota il presidente dell’Umi, Francesco Falsetti.



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12/01/2014
20:34:29

Tumore dell’ovaio: scoperte le cause dello sviluppo di metastasi



Una molecola, mir-181a, con tante «colpe»: responsabile della resistenza alle terapie e della moltiplicazione delle cellule malate




Una molecola, denominata mir-181a, sembra essere estremamente importante nel guidare i meccanismi di proliferazione delle metastasi del tumore all’ovaio e di resistenza ai farmaci antitumorali.

Le prove arrivano da una ricerca pubblicata sulla rivistaNature Communications, coordinata dall’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri in collaborazione con un gruppo di ricercatori americani, guidato da Annalisa DiFeo del Case Comprehensive Cancer Center di Cleveland.

IMPORTANTE PASSO AVANTI - Gli studiosi del Mario Negri hanno dimostrato che in due gruppi differenti di pazienti (uno italiano dell’Ospedale San Gerardo di Monza e uno americano del Mount Sinai di New York), che l’espressione di mir-181a si collega in modo inversamente proporzionale con la sopravvivenza delle pazienti. «Le pazienti che ne esprimevano di più – spiega Sergio Marchini, Responsabile dell’Unità di Genomica Traslazionale dell’Istituto Mario Negri -, recidivavano più precocemente e la loro malattia era resistente alle terapie e progrediva più rapidamente.


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