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News - Cultura


  
13/09/2013
23:20:44

Cile, il golpe dell’11 settembre 40 anni dopo: Allende e quel referendum mancato



Il clima nelle strade di Santiago, le operazioni di polizia, il mio arresto, il colpo di Stato in arrivo, il rapporto tra il presidente e il generale Augusto Pinochet e quel voto popolare pensato e mai convocato sulla legittimità del governo.





Il racconto di un testimone oculare

Il Cile dell’agosto-settembre ’73 era devastato dallo scontro sociale e politico, dall’offensiva della destra e della dc contro il governo Allende.

Il dollaro era alle stelle al mercato nero, c’erano attentati, code ai negozi e tutti i rifornimenti erano resi problematici dagli scioperi dei camionisti e dei commercianti.

  • Su un negozio chiuso avevo persino letto la scritta: “Chiuso in attesa di golpe”.



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02/09/2013
00:56:42

Festival di Venezia 2013, choc per Miss Violence. Sesso e suicidi nel film di Avranas



Fa discutere la pellicola presentata dal regista greco: una taciuta e raccapricciante rappresentazione della violenza quotidiana tra le quattro mura domestiche, con una storia di violenza fisica, sessuale e psicologica





Sottomissione, violenza familiare e incesto. Al 70esimo Festival di Venezia, in un concorso dai troppi sbadigli e dalle limitate sorprese, è il giorno del film greco Miss Violence.

Ci volevano le gesta ignobili di un orco, dalle sembianze comuni di un esigente e autoritario capofamiglia, come il protagonista del film di Alexandros Avranas, per ritrovarsi di fronte ad una taciuta e raccapricciante rappresentazione della violenza quotidiana tra le quattro mura domestiche.

Il tonfo, giù dal terrazzo, con una verticalità rosselliniana, della figlia undicenne Angeliki, proprio il giorno del suo compleanno quando l’intero nucleo festeggia meccanicamente l’evento, apre lo squarcio esistenziale di un tranquillo gruppo di famiglia in un interno ateniese, nell’anno di crisi 2013.


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30/08/2013
11:54:48

Venezia celebra Tinto Brass, il più erotomane dei cineasti e il più cineasta degli erotomani



Alla Mostra del cinema il documentario "IsTintoBrass": un viaggio sui cinquant'anni di regia del più anarchico della pellicola, lo sperimentatore geniale, l'inventore di sogni (pruriginosi)





Questo è il suo giorno. Tinto Brass approda al Lido di Venezia con un documentario fuori concorso che ha per protagonista... se stesso.

Proiettato oggi pomeriggio nella Sala Casinò, IsTintoBrass (che è stato girato da Massimiliano Zanin, storico assistente e sceneggiatore del regista) è un viaggio in cinquant'anni di cinema targati Brass attraverso immagini di repertorio (molte inedite) e le testimonianze degli artisti che hanno incrociato il suo cammino:





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30/08/2013
00:56:37

“I have a dream”. I miei giorni con Martin Luther King dalle marce all’arresto



Il primo colloquio del 1961 in un piccolo ufficio ad Atlanta, presente l'informatore dell'Fbi. Le marce con Dylan e Joan Baez che suonavano la chitarra protetti dalle cariche. Il celebre discorso sul razzismo, improvvisato a Washington il 28 agosto 1963, cinquant'anni fa.





E le manette, davanti alla telecamera della Rai. Il giornalista del Fatto ricorda i suoi incontri con il martire dei diritti civili

Quel giorno lui parlava in piedi, sempre con la camicia bianca e il nodo strettissimo. C’era appena il posto, fra il tavolo e la porta, per poche sedie ingombranti, donate forse da una scuola. Io partecipavo per la prima volta, mi aveva invitato Andrew Young (che poi diventerà ambasciatore alle Nazioni Unite). C’erano, come sempre, Jesse Jackson e Joshua Williams. C’era anche l’informatore della Fbi, che seguiva ogni mossa di King. Fingevano tutti di non saperlo e neppure in seguito ne è stato fatto il nome. Era l’inizio del 1961

  • e questo è stato il mio primo incontro con Martin Luther King



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23/08/2013
20:44:11

Proust, lo scrittore tragico ridotto a gadget letterario



Bignamizzato, edulcorato, schifato perché troppo borghese. Oggi come allora sono più alla moda gli autori "impegnati"





È trascorso un secolo da quando Marcel Proust si accingeva a pubblicare il primo volume del romanzo Alla ricerca del tempo perduto.

Per l'esattezza uscì l'11 novembre del 1913, e di questi giorni, a fine estate, Marcel stava scrivendo all'editore le ultime disposizioni sulle bozze.


Non a Gallimard, perché Gide lo aveva rifiutato, ma a Bernard Grasset, a cui aveva pure pagato le spese con i soldi del papà, a riprova che la cecità dell'editoria è una costante culturale immutabile come la costante cosmologica di Einstein.

Gallimard se ne pentirà subito dopo, e con lui lo stesso Gide, che farà mea culpa con l'autore l'11 gennaio del 1914: «Caro Proust, da qualche giorno non mi stacco dal vostro libro. Ahimé, perché amarlo tanto dev'essermi tanto doloroso? Il rifiuto di questo libro rimarrà il più grave errore della NRF e (poiché ho vergogna di esserne in buona parte responsabile) uno dei rammarichi, dei rimorsi più cocenti della mia vita».



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14/08/2013
23:03:19

Anatomia di Manson mostro dai mille volti



Trascinatore e sociopatico al contempo, il folle guru fu creato dalla cultura hippie e dai manuali di autoperfezionamento.





«Voi avete reso i vostri bambini quello che sono. Io sono solo un riflesso di ognuno di voi. Voi riflettete su di me quello che siete all'interno di voi stessi».

Una ventina di anni fa, Stampa Alternativa pubblicò la deposizione che Charles Milles Manson utilizzò in propria difesa durante il processo per gli omidici Tate/La Bianca nel 1970.

In quelle parole c'è la radice del male da cui è partito anche l'ultimo, imponente saggio dedicato ad uno dei criminali più famosi della storia del secondo Novecento. Uscito qualche giorno fa negli Stati Uniti, Manson: The Life and Times of Charles Manson (Simon&Schuster) è già considerato dai media «il più autorevole resconto mai scritto di come un delinquente giovanile comune sia diventato un assassino la cui orribile storia è capace ancora oggi di scioccarci».


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12/08/2013
11:01:31

Bray: i Bronzi di Riace a gennaio tornano nel museo



I Bronzi di Riace aspettano da tempo nel palazzo della Regione Calabria di tornare al loro posto, il museo archeologico in ristrutturazione.





Ebbene, il ministro per i Beni culturali Massimo Bray annuncia a “Prima di tutto” su Radio 1: «Recentemente sono stato a Reggio Calabria, dove il museo che ospiterà fra poco i bronzi di Riace è quasi ultimato, e i bronzi torneranno a essere visibili entro gennaio, e questa sarà una grande scommessa vinta».

L'augurio è che le due sculture tornino davvero in quella che deve essere la loro casa e lascino un luogo per loro totalmente improprio dove pochissimi vanno a vederli. Sono quasi dei desaparecidos dell'arte.


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11/08/2013
13:35:51

Firenze, sulle tracce di Monna Lisa:



Dopo trecento anni aperta la tomba di famiglia





Il sepolcreto alle spalle dell'altar maggiore della Basilica della Santissima Annunziata verrà aperto per consentire l'esame del Dna dei resti della donna.

Le ricerche affidate a Silvano Vinceti, responsabile di una società privata dedita al "marketing del patrimonio culturale"

Il sito internet della Provincia di Firenze annuncia che oggi verrà aperto il sepolcreto che si trova alle spalle dell’altar maggiore della Basilica della Santissima Annunziata. Senza un filo di ironia, lo stesso sito – realizzato e mantenuto con soldi pubblici – spiega che questa divertente esperienza di necrofilia di gruppo dovrebbe servire a trovare “i resti mortali del marito della Monna Lisa, Francesco di Bartolomeo del Giocondo, e dei suoi due figli”.


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08/08/2013
00:23:09

I 'vampiri' del rock: si paga foto o brindisi con la rockstar



Quanto mi dai se ti stringo la mano? Un tempo bisognava guadagnarselo l’incontro con la rockstar. Era frutto di fatica, di appostamenti di giorni, resistenza fisica, freddezza mentale.






Il più indomito, il più folle forse, ce l’avrebbe fatta, si sarebbe accaparrato la prima fila, strizzato per ore contro le transenne sotto il palco, oppure avrebbe guadagnato l’uscita di sicurezza giusta, all’orario giusto, dribblando i buttafuori orango e rischiando la pelle.

Il tutto per uno sguardo, un sorriso contratto, magari una fugace toccata di mano.
Pelle contro pelle (sudata) del proprio idolo rock.

  • Oggi no. Oggi si paga. E in alcuni casi anche tanto.



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04/08/2013
03:14:47

Così il cinema americano diede una mano a Hitler



Nei ruggenti anni Trenta le major non volevano perdere il mercato tedesco. E accettarono sforbiciate, censure e divieti del Führer. In nome del business





Gli affari sono affari e sappiamo quant'è lunga la lista di istituzioni e ditte, che hanno collaborato attivamente e profittevolmente col nazismo: dal Vaticano alle banche svizzere, dalla IBM alla General Motors, il business con la croce uncinata è andato avanti fino alla fine della Seconda Guerra mondiale.

Alla lista, ora, va aggiunta anche Hollywood, con i suoi studios scintillanti che in piena età dell'oro, quei «Trenta ruggenti» fonte del sogno americano, assecondavano i desideri del Führer.

Ogni ordine di Hitler, in materia di tagli, censura e divieti riguardanti le pellicole Usa da importare in Germania, senza urtare la suscettibilità dei tedeschi nel Terzo Reich, fu prontamente applicato. Eppure, ai vertici della 20th Century Fox, della Paramount o della MGM siedono immigrati ebrei, divenuti boss della cineindustria Usa.


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02/08/2013
23:40:36

Se la fotografia è sempre più social



Con il digitale tutto è cambiato, sta cambiando e cambierà. Lo sa bene il mondo del giornalismo come quello della fotografia..





Leggere, telefonare, mandare una cartolina, scattare una fotografia.

Ricorda un po’ l’elenco delle penitenze di quando si giocava da bambini: dire, fare, baciare, lettera, testamento.

Non molti anni, fa, diciamo una ventina, leggere un quotidiano se non si era comodamente sprofondati in poltrona, ma ci si trovava, per esempio, sotto a un ombrellone con un robusto vento di maestrale che spazzava la spiaggia, significava piegare il quotidiano in 8 e leggerlo ruotandolo come se fosse un cubo di Rubik a meno di non trovarselo sparpagliato per chilometri lungo tutto il litorale di levante, o di ponente.

Telefonare, quando non ci si trovava in casa, significava, riempirsi la tasca di gettoni telefonici, così come faceva Pollicino riempiendosela di sassolini bianchi, per poi trovare una cabina nella quale infilarsi e chiudersi come un pesce in un acquario molto stretto.

Mandare una cartolina, dopo averla scelta ruotando i cestelli a ripiani multipli posizionati davanti ai negozi di souvenir fino a cadere quasi in uno stato di autoipnosi significava sceglierla, cercare poi un francobollo sperando che debitamente umettato rimanesse appiccicato al retro della cartolina, trovare una penna che scrivesse, scrivere una frase tra le meno banali, mendicare tra che era con noi una firma sempre rilasciata malvolentieri, neppure si trattasse di un assegno, dimenticarsi regolarmente il numero civico e il cap del destinatario, alla fine imbucare sperando che la cartolina giungesse a destinazione.


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02/08/2013
23:38:31

Gesù non si vergogna di essere pop(olare)



E così vince la sfida
Lo scrittore sceglie il linguaggio della televisione e del cinema. Rischioso. Ma riesce a farci sentire vivo, qui e ora, il Nazareno






Vita di Gesù di Ernest Rénan. Storia di Cristo di Giovanni Papini. Vita di Gesù Cristo di Giuseppe Ricciotti. Gesù di Nazareth (e poi Infanzia di Gesù) di Joseph Ratzinger. Senza dimenticare il Gesù di Zeffirelli e The Passion of Christ di Mel Gibson.

O quell'immenso capolavoro che è Il maestro e Margherita di Michail Bulgakov. O il dimenticato Processo a Gesù di Diego Fabbri.

Sono i primi titoli, quelli a me familiari, di una sterminata produzione letteraria, teatrale e cinematografica, senza dimenticare la fiction tv, anche ai suoi livelli infimi, perché Gesù nacque in una stalla, ossia nell'infimo, perciò non può temere il trash.

È un argomento alto, insomma, ma anche basso, allo stesso modo in cui la parola «essere» comprende l'Essere Supremo e i rifiuti sul retro di un ristorante cinese.

L'uscita del romanzo Gesù di Davide Rondoni (Piemme, pagg. 350, euro 17,50) ci pone innanzitutto davanti a una domanda semplicissima: perché, nel corso della storia della nostra civiltà, in alcuni momenti cruciali, la cultura ha sentito il bisogno di interrogarsi sulla figura di Gesù Cristo?

Esistono ragioni spirituali, naturalmente.

Un'anima pia può cimentarsi nell'impresa al puro scopo di conoscere meglio l'oggetto del proprio amore, ed è indubbio che la scrittura, pur essendo luogo prediletto dalle insidie del diavolo, è al tempo stesso una forma privilegiata di conoscenza.

Esistono ragioni politiche. Nessuna riflessione sui grandi temi della giustizia e del potere può, nella nostra civiltà, prescindere da quanto accadde in quella terribile seduta del sinedrio e nel processo che vide il Nazareno condannato a morte, e condannato - si badi bene - con un processo regolarissimo. Non è un dettaglio: al di là delle intenzioni malevole dei suoi accusatori, Gesù fu condannato secondo la Legge.


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30/07/2013
19:06:16

The Wall’ allo stadio: la trovata di Roger Waters manda in visibilio Roma e Padova



Un aereo militare che si schianta al lato del palco. Il piccolo Pink, ovvero Roger, che rimane orfano del padre, morto in guerra.





Una madre possessiva, gli insegnanti autoritari e un muro che diventa sempre più imponente, crescendo insieme a un turbinio di nevrosi.

  • E’ The Wall, il capolavoro dei Pink Floyd uscito nel 1979, che…



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30/07/2013
10:08:40

Se gli outlet diventano le nuove piazze del pop



Dal rock al jazz: decine di show (gratuiti) per migliaia di persone. L'estate 2013 consacra un'altra meta sulla mappa degli eventi dal vivo





Un concerto dietro l'altro, a macchia di leopardo, per tutta l'estate. E gratis, soprattutto gratis.

Gli outlet sono le nuove piazze delle musica popolare leggera (ma anche del jazz, come vedremo) perché mescolano la loro straordinaria capacità attrattiva con strutture in grado di ospitare quei concerti che altrove non è più possibile organizzare.


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29/07/2013
02:31:24

John Lennon era anche un artista e un attore: la mostra a Modena



Per la prima volta in Italia una mostra intende render conto degli esiti del multiforme talento di John Lennon (che studiò Liverpool College of Art). A Modena, dal 13 settembre al 20 ottobre, la Galleria Civica ospiterà "All you need is Love - John Lennon artista, attore, performer" -





Inaugurerà infatti venerdì 13 settembre alle 18.00 nella sala grande di Palazzo Santa Margherita in corso Canalgrande 103 a Modena “All you need is Love. John Lennon artista, attore, performer”, mostra curata da Enzo Gentile, Marco Pierini, Antonio Taormina, promossa e organizzata dalla Galleria civica di Modena e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena con il sostegno di Hera Group in collaborazione con Beatlesiani d’Italia Associati.


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26/07/2013
10:46:32

Toccare con mano la Scienza (in una montagna di vetro)



Niente teche, guardiani e didascalie. Ma animali "appesi", ricercatori e sperimentazione. Ecco il museo del futuro. Sul passato del pianeta





Benvenuti al museo senza teche, guardiani e percorso di visita. Qui si possono toccare tutti, ma proprio tutti, gli oggetti esposti, le sale sono dei mini-laboratori e i custodi, detti helpers, giovani ricercatori che indossano t-shirt con scritto «Chiedimi».

  • Benvenuti al MuSe, il neonato Museo delle Scienze di Trento che alla conservazione preferisce l'innovazione.



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25/07/2013
14:23:30

Festa del pene gigante: in Giappone si venera l’organo sessuale maschile



Una festa insolita per molti ma che in Giappone è una vera tradizione.





Ogni anno, nella città di Kawasaki si celebra la festa del ”Kanamara Matsuri ossia del pene gigante.

La festa ha origini antichissime e tutto è nato da un’antica leggenda che viene spiegata dalla community di internauti ‘We Love Tokyo’ la quale ha raccontato tutto al portale “curiositàeperchè.it”.


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24/07/2013
10:08:01

Bruce Springsteen, nei cinema il docu-film con i filmati di 2000 fan



Il Boss canterà “Born in the Usa” anche al cinema. Lunedì 22 luglio 2013, solo in Italia, saranno 230 le sale cinematografiche che proietteranno il film documentario “Springsteen...





Il documentario diretto da Baillie Walsh, e prodotto dal regista di Blade Runner, Ridley Scott, ripercorre la carriera musicale del Boss, esattamente 40 anni dopo il debutto di “Greetings from Asbury Park, N.J.”, il disco che irruppe nella scena rock e la cambiò per sempre

Il Boss canterà “Born in the Usa” anche al cinema. Lunedì 22 luglio 2013, solo in Italia, saranno 230 le sale cinematografiche che proietteranno il film documentario “Springsteen & I”, in contemporanea mondiale con altri 50 paesi.

Tre le proiezioni (16.30 – 18.45 – 21.30) in 87 cinema della penisola (un quarto delle sale sul totale, quasi la metà se si pensa che siamo in pieno luglio e molte sono chiuse, n.d.r.): record europeo, secondo per numero di sale solo agli Stati Uniti.


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24/07/2013
09:52:14

Sui social network trionfa il '68 digitale



Annullamento delle gerarchie culturali, ideologia del tutto gratis, omologazione: la rete a volte fa danni





Se fotografiamo ogni istante della nostra vita, quali sono gli istanti eccezionali? Se lo è chiesto, su La Stampa, Gianluca Nicoletti, uno che tra l'altro nella vita ha trascorso un anno in Second Life e ci ha scritto un libro, non certamente un passatista.

Di fatto abbiamo gli hard disk pieni di immagini quotidiane equivalenti, una vale l'altra.

È un esempio tra i tanti dell'annullamento gerarchico della digitalizzazione.
Quest'ultimo, paradossalmente, estendendo il discorso alla rete, pare un fenomeno più di matrice marxista che capitalista.

Pasolini, che era marxista, la chiamava omologazione, ma credeva sarebbe giunta dall'alto, invece è arrivata dal basso.

  • Viceversa Aldo Busi, che marxista non è, ha denunciato la fine della civiltà letteraria: i romanzi saranno tutti uguali perché privati di «un filtro industriale», ovvero di un sistema verticale di riferimento.



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23/07/2013
10:34:35

Soldi, vizi e corruzione Ecco come avvenne la conquista del West



Revisionismi all'americana. Furono le tangenti a far correre le ferrovie. E il business a fare "scalare" le Montagne Rocciose





«Di sicuro dovevamo essere stupidi per venire qui - fu il commento di un vecchio colono sui suoi primi giorni nelle grandi pianure, a metà '800 - ma presto ci facemmo abbastanza furbi per sopravvivere».

  • E la sopravvivenza di quegli uomini, ieri, diede vita a una delle cose più grandi che esista, oggi.



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