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News - Congiuntura
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31/07/2013
15:41:53

La disoccupazione si arresta,


 

Ma i giovani senza un lavoro sono sempre più





A giugno la disoccupazione fa un piccolo passo indietro. Ma preoccupano i giovani senza lavoro: tra gli under 25 ci sono 642mila ragazzi alla ricerca di un lavoro

Il mercato del lavoro tira un sospiro di sollievo. A giugno la disoccupazione si è fermata al 12,1%, con un piccolo passo indietro sul mese di maggio.

Un calo di 0,1 punti percentuali, anche se resta in aumento su base annua, con un rialzo di 1,2 punti. Secondo l'analisi pubblicata dall’Istat, con il mese di giugno la disoccupazione ha varcato la soglia del 12% per la terza volta consecutiva. A preoccupare, però, è ancora una volta il tasso di disoccupazione giovanile (15-24anni) che a giugno è salito al 39,1% crescendo di 0,8 punti percentuali sul mese maggio e di 4,6 punti rispetto alll'anno scorso. "Tra gli under 25 - hanno fatto sapere gli analisti dell'istituto di statistica - ci sono 642mila ragazzi alla ricerca di un lavoro".

A giugno gli occupati sono diminuiti dello 0,1% rispetto a maggio (lavorano 21mila persone in meno) e dell’1,8% su base annua (414mila occupati in meno). Secondo il report dell’Istat, infatti il tasso di occupazione al 55,8% tocca il minimo dal terzo trimestre del 2000.


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23/07/2013
21:12:37

Lavoro, 250mila posti in meno Giovannini: «Calo pari all’1% Pil»


 

Calo dell’occupazione di 250mila unità nel 2013 a fronte di un milione di uscite programmate dalle imprese e 750mila nuovi posti.





Questi i dati del sistema informativo Excelsior realizzato da Unioncamere e ministero del Lavoro da cui emerge che le 750 mila nuove assunzioni (nel settore privato ad esclusione dell'agricoltura, ndr) riguardano una quota del 13,2% di tutte le imprese dell'industria e servizi ed, in particolare quelle orientate dall'export e l'occupazione.

La dinamica negativa dell'occupazione, invece, «tenderà a colpire soprattutto quegli ambiti (territoriali, settoriali, di dimensione d'impresa) più strettamente dipendenti dal mercato interno: il Mezzogiorno (da cui è atteso il 35% del saldo negativo complessivo), le imprese con meno di 10 dipendenti (che prevedono di ridurre la forza lavoro di 142.600 unità), le costruzioni (-59mila), il commercio al dettaglio (-24.500), il comparto turistico (-25.100)».


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23/07/2013
10:32:05

Oro e argento, è riscossa Materie prime


 

eduta di estrema forza dei metalli preziosi (l'oro sale di oltre 2 punti percentuali e mezzo e l'argento sale di oltre 5 punti) e di debolezza del dollaro.




Gas naturale in forte calo a New York (perde oltre 3 punti) su aspettative di ridimensionamento dell'ondata di caldo negli Usa. Cs Gains: +0,14%.
a cura di Credit Suisse Private Banking


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22/07/2013
13:49:53

Debito pubblico:130,3%!!! Nella Ue è del 92,2%.


 

Peggio di noi solo la Grecia





Il debito pubblico italiano segna un nuovo record. Nel primo trimestre del 2013 ha sfondato quota 130%, assestandosi al 130,3% del Pil, dal 127% del trimestre precedente. E solo la Grecia, sottolinea l’Eurostat, ha un debito più elevato dell’Italia, al 160,5%.

Nell’Eurozona, invece, il rapporto debito/Pil è salito nel primo trimestre dell’anno al 92,2% rispetto al 90,6% dell’ultimo trimestre del 2012, mentre nell’Ue a 27 dall’85,2% all’85,9%. Nel primo trimestre dello scorso anno il rapporto debito/Pil era rispettivamente dell’88,2% e dell’83,3%.

  • Fra i Paesi membri, il debito più alto è stato registrato in Grecia (160,5%), Italia (130,3%), Portogallo (127,2%) e Irlanda (125,1%), mentre quello più basso in Estonia (10%), Bulgaria (18%) e Lussemburgo (22,4%).


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23/05/2010
13:09:21

Barroso: la crisi ha cancellato 10 anni di crescita


 

Barroso: lotta all'evasione e tagli alle spese per uscire dallo stallo.
Trichet: l'euro moneta credibile



Dieci anni di crescita spazzati via dalla crisi economica e finanziaria. Che non è ancora finita. A dirlo è il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, spiegando che a dimostrarlo sono «la situazione in Grecia e gli attacchi alla stabilità». Ma a fronte di questa situazione, l’euro «non è in pericolo» perchè «è una moneta credibile»; ad essere in pericolo, invece, «è la politica di bilancio di alcuni Paesi» ha ribadito il presidente della Bce, Jean Claude Trichet, in un’intervista al tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung






Intervenendo alla conferenza del Comitato economico e sociale europeo, che si è chiusa oggi a Firenze, Barroso ha rilevato che per sostenere gli stati membri «l’Europa ha approvato un’azione coordinata, non è stato facile, ma gli Stati si sono messi d’accordo». Barroso ha quindi osservato che «le sfide finanziarie sono di portata immensa, senza precedenti».





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20/05/2010
10:49:43

Industria torna a salire Ordinativi su del 13%, bene anche il fatturato


 

Gli ordini industriali salgono dell’1% su base mensile a marzo e registrano un aumento del 13,1% su base annua. Bene anche il fatturato che sale del 6,3% a marzo su base annua





Roma - Gli ordini industriali salgono dell’1% su base mensile a marzo e registrano un aumento del 13,1% su base annua (dato grezzo). Secondo quanto comunicato dall’Istat, il dato tendenziale è il più alto dal giugno 2007. Molto bene anche il fatturato dell’industria che sale del 6,3% a marzo su base annua destagionalizzata e dell’1,5% su base mensile: il dato tendenziale è il più alto dal giugno 2008.



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30/04/2010
19:43:00

Disoccupati all'8,8%, record da 2002 I prezzi si scaldano ad aprile: +1,5%


 

Il dato di marzo è il peggiore dal 2002. In un mese ci sono stati 58 mila disoccupati in più





È il dato peggiore dal 2002: a marzo il tasso di disoccupazione nel nostro Paese è salito all'8,8%. Il numero delle persone in cerca di lavoro risulta pari a 2 milioni 194 mila unità, in crescita del 2,7% (+58 mila unità) rispetto al mese precedente e del 12% (+236 mila unità) rispetto a marzo 2009.

Lo comunica l'Istat nella sua stima mensile. In particolare, a crescere è il numero di donne disoccupate: la componente femminile di persone in cerca di occupazione a marzo è infatti aumentata del 4,8% su base mensile contro un incremento dello 0,9% per quella maschile



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20/04/2010
12:21:37

L'industria in ripresa frena a febbraio: -2,6%


 

Il fatturato dell’industria ha registrato a febbraio un aumento del 4,2% rispetto al febbraio 2009 e un calo del 2,6% rispetto al gennaio. Anche gli ordinativi hanno registrato a febbraio un aumento del 5,6% rispetto allo stesso mese del 2009 e un calo dello 0,4% rispetto a gennaio





Il fatturato dell’industria italiana ha registrato a febbraio un aumento del 4,2% (il dato è corretto per effetti di calendario) rispetto al febbraio 2009 e un calo del 2,6% rispetto al gennaio. L’Istat precisa che l’indice grezzo ha registrato un 4,1% su base annua. Gli ordinativi dell’industria hanno registrato a febbraio un aumento del 5,6% rispetto allo stesso mese del 2009 e un calo dello 0,4% rispetto a gennaio.


Fatturato in frenata A febbraio il fatturato è aumentato su base annua del 5,4% sul mercato estero e del 3,6% su quello interno, mentre rispetto a gennaio ha segnato un calo del 3% sul mercato estero e del 2,4% su quello interno. Nel confronto degli ultimi tre mesi (dicembre-febbraio) con i tre mesi immediatamente precedenti (settembre-novembre) il fatturato ha registrato un +3,8%.



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11/03/2010
15:34:57

Conti pubblici, l'allarme della Bce:


 

La ripresa è lenta e discontinua"

Francoforte: si rischiano più tasse.

I Paesi dell’area euro dovranno mettere in atto un robusto intervento nel risanamento delle finanze pubbliche «ben oltre lo 0,5% del Pil».





Il monito è stato lanciato dalla Bce nel suo Bollettino mensile, asecondo cui è comunque che l’economia mondiale registri «una ripresa più marcata del previsto». Quanto alle banche: devono fare un ulteriore sforzo per fornire credito a famiglie e imprese e per farlo dovranno ripatrimonializzarsi. L’allarme per lo stato di salute delle finanze pubbliche di molti Paesi dell’Eurozona è alto.



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03/03/2010
15:27:46

Auto, Marchionne: "In Italia ripresa nel 2013"


 

L'ad Fiat: «Per una normalizzazione del mercato in Italia ancora 3-4 anni»

«Per una normalizzazione del mercato dell’auto in Italia bisognerà aspettare il 2013». Lo ha detto l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, durante la visita al Salone dell’Auto di Ginevra.




«Ci vorranno 3-4 anni - ha aggiunto - perchè il mercato riacquisti un ritmo normale». Marchionne ha ribadito che «senza incentivi il mercato italiano si assesterà su 1.750.000 vetture all’anno».

E ancora: «Siamo nella stagione delle difficoltà. L’importante è che la crisi sia passata adesso abbiamo la possibilità di gestire il futuro».



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