Tannino di castagno



 

I TANNINI

La corteccia e il legno del castagno sono ricchi di tannini che possono essere impiegati nelle concerie.

I tannini sono composti polifenolici comuni nelle piante vascolari. Sono sostanze con peso molecolare elevato, anche per i legami con altri composti come il glucosio.

Analisi su estratto tanninico di castagno hanno evidenziato la presenza di tannini ellagici costituiti prevalentemente dai due isomeri vescalgina e castalgina.

La vescalgina e la castalgina sono composte da cinque anelli di acido gallico esterificati ad una molecola di glucosio, nella sua forma aperta. I due composti sono epimeri in C1 del glucosio. (Pizzi et al., 2009) :

Struttura chimica dei principali polifenoli identificati in tessuti di castagno (Docarmo et al., 2009)

Nelle angiosperme i tannini sono associati ai tessuti legnosi della pianta. Il tronco delle piante è diviso in vari anelli: quelli più esterni, formati da cellule vive, vengono rinnovati ogni anno e sono protetti dalla corteccia.

Questa parte è la più chiara e viene detta alburno e costituisce la zona dove passa la linfa elaborata.

La parte più interna e più scura viene detta durame ed è dove, oltre a passare la linfa grezza, è presente “il tannino” con proprietà antiossidanti che funge da “difesa ” per la pianta, proteggendola dall’attacco di funghi che fanno marcire il legno.

Perciò la presenza dei tannini nella parte legnosa della pianta permette la conservazione del legno anche in ambienti molto umidi perché impedisce o rallenta la degenerazione.

La corteccia del castagno, come quella dell’abete e della quercia, è una delle fonti più ricche di tannini. Il contenuto in tannini del legno di castagno con corteccia varia da 8 a 12% sul peso secco. I tannini sono capaci di combinarsi con le proteine della pelle animale formando dei complessi insolubili.

Ne prevengono la putrefazione della pelle trasformandola in cuoio. L’estrazione del “tannino” che è stata per lungo tempo uno dei cardini dello sviluppo economico di alcune vallate alpine, serviva in passato per la tintura della seta; successivamente fu impiegata per la concia delle pelli ma trova anche applicazioni nell’industria delle vernici e dei prodotti chimici.

A causa dell’elevato contenuto di tannini e altri estratti l’uso del castagno per produrre utensili di uso domestico quali piatti, grolle e contenitori non si è sviluppato per il rilascio di sapori acidi ai cibi (Bounous, 2002).

Il castagno, per la presenza di tannini, possiede anche proprietà medicinali in quanto i tannini vengono utilizzati come antibatterici e antifungini nella rigenerazione dei tessuti che presentano piccolo ferite e ustioni, oppure per il trattamento della dermatite.

 

 

 

 

Abbondantemente diffusi nel regno vegetale e conosciuti per le loro proprietà antiossidanti,i tannini sono polimeri costituiti prevalentemente da glucosidi, appartenenti alla famiglia dei polifenoli, solubili in acqua e che hanno, quale principale proprietà, la capacità di precipitare le proteine.

Tali prerogative ne fanno l’elemento essenziale dell’ampia serie di utilizzi che l’uomo ha saputo trarne nel corso dei secoli. Il più antico e importante è senza dubbio quello legato alla “concia”, al trattamento delle pelli per la loro lavorazione e trasformazione in cuoio, destinato a calzature, pelletteria, arredamento, abbigliamento e oggettistica.

I tannini, infatti, trovano efficaci impieghi nel settore enologico, come chiarificanti nella produzione di vino e birra, nella cosmetica e nella farmaceutica, per le loro proprietà antiossidanti e anticancerogeniche e nell’alimentazione animale, per integrare in modo del tutto naturale la dieta degli animali da reddito.

 

 

 

I tannini sono sostanze polifenoliche sintetizzate nelle piante in particolare a livello della corteccia.

Il ruolo biologico dei tannini è quello di difesa; infatti,la loro espressione si ha in corrispondenza dei punti di lesione di foglie o altre parti della pianta a seguito di un attacco dei predatori. Lo scopo è quello di rendere meno gradevole e appetibile la pianta stessa.

Il sapore sgradevole e astringente caratteristico dei tannini è dovuto alla loro capacità di precipitare le proteine. Sono proprio i tannini a conferire la qualità astringente di molti vini rossi. Tale caratteristica è dovuta alla precipitazione di mucoproteine salivari che venendo così allontanate dalla bocca, la rendono più asciutta. Nel caso dei vini rossi i tannini si concentrano maggiormente nei semi e nelle bucce degli acini di uva.

I vantaggi che l’uomo ha potuto trarre da questa capacità sono molteplici, tra questi il più antico è legato alla concia delle pelli per la loro lavorazione e trasformazione in cuoio e pellame.

In fitoterapia, i tannini sono impiegati nel trattamento di stadi diarroici e in tutte quelle manifestazioni in cui si ha un’ipersecrezione sebacea (es. acne, forfora) e quindi si ricerca la capacità astringente e antinfiammatoria di tali composti.

 

 

Proprietà dei tannini

I tannini mostrano, come detto sopra, una spiccata affinità per le proteine, inoltre, risultano essere poco biodisponibili e questo impedisce loro di esercitare un’azione tossica a livello sistemico.

Assunti per via orale, i tannini raggiungono immodificati il lume intestinale, dove sono trasformati, ad opera della flora batterica.

A questo punto possono esercitare la loro azione astringente, antinfiammatoria, antidiarroica, antibatterica, emostatica, antiossidante. L’effetto astringente è reso possibile dal fatto che una volta a contatto con le proteina della mucosa del digerente, rendono quest’ultima poco permeabile. In questo modo la mucosa del tratto digerente è protetta da parassiti e sostanze irritanti e riduce la secrezione.

 

L’azione antidiarroica è determinata dalla formazione di uno strato protettivo di proteine coagulate, sulla mucosa intestinale che riduce lo stimolo alla peristalsi intestinale, limita il passaggio di microrganismi patogeni e inibisce l’azione di proteine infiammatorie.

Lo stesso meccanismo d’azione consente ai tannini di esercitare un’azione antiulcera. Inoltre, localmente, sono impiegati per la loro azione emostatica, dovuta a vasocostrizione e aumentata coagulazione. A questo scopo sono inseriti in molti prodotti antiemorroidari e nel trattamento di piccoli sanguinamenti del digerente.

 

 

Tannini nei cosmetici

L’azione astringente si applica a livello cutaneo, qualora si riscontri un’ipersecrezione sebacea. I tannini trovano, pertanto, impiego in molti preparati ad uso cosmetico: nelle creme per il trattamento di problemi acneici e negli shampoo per ridurre la formazione di forfora.

 

Controindicazioni

I tannini sono sostanze considerate tossiche; nonostante ciò, la scarsa biodisponibilità ne attenua tale proprietà a livello clinico. È necessario comunque prestare attenzione all’utilizzo.

Dosi elevate di tannini possono provocare effetti irritanti sulle mucose del tratto digerente e tossicità epatica.

Pertanto, sono da consigliare periodi brevi di trattamento e a basse dosi. L’impiego cronico di tannini inibisce gli enzimi digestivi con conseguenti disturbi nella digestione e riduzione dell’effetto lubrificante della saliva.

Da evitare l’uso in caso di stipsi e costipazione.

 

Fonte : www.cure-naturali.it/tannini/3752

 

 

 

 

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