Metabolismo del ferro normale


 

Normalmente il ferro entra nell'organismo a livello intestinale, in base alle necessità dell'organismo.

Ogni giorno circa 1mg di ferro viene assorbito dagli alimenti per compensare le perdite obbligate e, circa 30mg vengono riciclati dai depositi per le esigenze del midollo osseo, che deve "costruire i globuli rossi" (eritropoiesi), e per gli altri tessuti.

Ogni 120 giorni i globuli rossi "invecchiano e muoiono" e il ferro in essi contenuto viene riciclato dalla milza e ricircola nel sangue per la costruzione di nuovi globuli rossi. Una porzione di ferro funge da riserva nel fegato.

 

Iperferritinemia e accumulo di ferro in diversi organi

Esistono numerose patologie caratterizzate da eccesso di ferro in sedi differenti:

- fegato,
- cuore,
- pancreas,
- ipofisi e cervello.

Se il sovraccarico è di entità marcata e permane abbastanza a lungo è in grado di determinare il danno e la conseguente disfunzione degli organi in cui si localizza: cirrosi epatica, scompenso cardiaco e aritmie, diabete mellito, ipogonadismo.

La ferritina è l'esame più semplice che può dare indicazioni sullo stato del ferro nell'organismo, ma non tutti i sovraccarichi di ferro presentano iperferritinemia e viceversa. Si distinguono condizioni di sovraccarico di ferro sistemico o localizzato ed iperferritinemie aspecifiche senza sovraccarico di ferro.

 

 

Quantificazione del sovraccarico di ferro

Tutte le volte che si sospetta un sovraccarico di ferro e in caso di iperferritinemia, dopo avere escluso le forme aspecifiche, è utile quantificare il deposito di ferro. Possono essere utilizzate varie tecniche in base alle caratteristiche del paziente, alla sede e all'entità del sovraccarico sospetto.

In caso si ipotizzi un sovraccarico di ferro nel fegato di entità rilevante in grado di aver già determinato un danno in termini di fibrosi è necessario valutare la fibrosi epatica mediante la biopsia epatica.

Questa deve essere utilizzata anche quando oltre al sovraccarico di ferro coesistano condizioni potenzialmente dannose (epatiti, alcol, steatosi e ferro).

La biopsia è in grado di fornire tutti i dettagli necessari: sia il grado di fibrosi sia la quantificazione e distribuzione del ferro in eccesso.

 

 

Esistono almeno due metodi di quantificazione del ferro mediante la biopsia:

la concentrazione del ferro epatico (LIC) e il Total Iron Score (TIS 0-60). Il primo è un metodo quantitativo, il secondo è semiquantitativo e fornisce delle preziose informazioni diagnostiche perché tiene conto della distribuzione del sovraccarico di ferro osservato dall'anatomo-patologo esperto nelle diverse zone (portale / centrolobulare) e nelle diverse cellule del fegato: epatocitario (0-36), sinusoidale (0-12) e degli spazi portali (0-12).

Il limite della biopsia epatica è che viene prelevato un piccolo frustolo che non sempre è rappresentativo di tutto il fegato.

Quando non si sospetta la presenza di un danno o si vuole solo quantificare il ferro, possono essere usate tecniche di immagine non invasive come la Risonanza Magnetica (RMN), la Biosuscettometria Magnetica (Superconducting Quantum Interference Device - SQUID), e il Magnetic Iron Detector (MID).

Tutte si fondano sulla capacità del ferro accumulato nelle cellule di aumentare la suscettibilità magnetica. Lo SQUID e il MID sono apparecchiature presenti sul territorio italiano solo a Torino e Genova rispettivamente. Il MID non è ancora stato standardizzato. Presso la nostra Azienda Ospedaliera San Gerardo, dal 2006 è disponibile la RM quantitativa del ferro applicata alla macchina Philips.

 

 

La risonanza magnetica non utilizza radiazioni ionizzanti (raggi X), ma onde di radio-frequenza e campi magnetici, per i quali non vi è attuale evidenza di rischi per la salute del paziente.

La presenza di dispositivi metallici all'interno del corpo (ad es. pace-maker cardiaco, pompa di infusione, neurostimolatore, vecchie protesi metalliche ortopediche, auricolari non compatibili, schegge metalliche o proiettili), non rende possibile l'esecuzione di tale esame. Di alcuni dispositivi deve essere valutato il materiale di cui sono costituiti e il tempo intercorso dall'intervento chirurgico prima di decidere se eseguire l'esame, perché possono scaldarsi o sposizionarsi sotto l'azione del campo magnetico (ad es. dispositivo intrauterino / spirale e alcune clips metalliche).

Oltre ad un apposito modulo compilato dal medico richiedente l'esame, che accerti che possa effettivamente essere eseguito, il paziente deve consegnare la documentazione clinica inerente gli eventuali dispositivi medici impiantati.

Inoltre è consigliato riferire l'eventuale stato di gravidanza.

Dopo che il paziente si è sdraiato sul lettino vengono posizionate le cosiddette bobine di superficie sagomate in modo da adattarsi alla regione anatomica da studiare. Il paziente viene introdotto all'interno della macchina (che è come un tubo) in modo da essere sottoposto all'azione del campo magnetico e delle onde di radiofrequenza.

 

 

La RM permette di valutare e quantificare anche il grasso contenuto nel fegato.

Questa metodica è più precisa delle tecniche ecografiche ma è più costosa e per ora usata solo negli studi di ricerca.

Esistono varie tecniche di RM (in-out of phase, T2* relativo al grasso mediante fit biesponenziale da sequenza a 20 echi e spettroscopia). Queste tecniche sono validate per la quantificazione del grasso ma se è contemporaneamente presente sovraccarico di ferro, quest'ultimo può interferire con la misurazione del grasso.

Poiché nei pazienti con sovraccarico di ferro la presenza di grasso è sempre più frequente, stiamo cercando di verificare quale sia il metodo più attendibile per quantificare il grasso quando c'è ferro, confrontando i risultati della RM con i dati della biopsia epatica.

La risonanza magnetica ha il vantaggio di poter quantificare il ferro localizzato non solo nel fegato, ma anche in altri organi che possono essere sede di accumulo di ferro.

La quantificazione del ferro mediante T2* a livello del cuore è fondamentale nelle forme di sovraccarico di ferro post-trasfusionale in cui il danno cardiaco determina la prognosi del malato.

La quantificazione del ferro in sedi come milza, ipofisi, pancreas ed encefalo è ancora in fase sperimentale e per ora l'informazione fornita è più qualitativa (presenza o assenza di sovraccarico).

 

Fonte: emocromatosi.it

 

 

 

 

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N-Acetil Cisteina - precursore Glutatione

Il glutatione è un tripeptide naturale, vale a dire una sostanza costituita da tre amminoacidi, nell'ordine acido glutammico, cisteina e glicina.

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L - Glutatione - Studi del ricercatore G. Puccio

Esso e' un composto organico la cui carenza nei globuli rossi congenita od acquista nel corso dell'esistenza, per via di vaccinazioni, assunzione di farmaci, droghe, alimentazione inadatta, ecc., determina il precoce invecchiamento (cellulare, sistemico ed organico) per via di un anomalo metabolismo OSSIDATIVO,..............

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Le Virtù del Glutatione

Il Glutatione viene costruito all’interno delle cellule partendo dai tre aminoacidi che lo compongono che sono la glicina, l’acido glutammico e la cisteina. Il fattore limitante la sintesi del glutatione è la disponibilità di cisteina che è piuttosto rara negli alimenti...............

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IL SAMe ed il Fegato - S-adenosil metionina

La S-adenosil metionina (SAM) è un coenzima coinvolto nel trasferimento di gruppi metile (un processo definito metilazione).
La molecola è anche conosciuta con il nome ademetionina o SAMe ...

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Al contrario di tutte le altre che assimiliamo dal cibo, questa vitamina viene prodotta in gran parte dal nostro organismo. Il metabolismo della vitamina D è un processo estremamente complesso: tutto ha origine in quella che potremmo definire l'industria chimica del nostro organismo, il fegato, organo che svolge un ruolo fondamentale in molti processi,.....

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L'iniezione di un concentrato di vitamina C ad alte dosi può aiutare a eliminare le cellule tumorali. A stabilirlo, per ora sui topi, è una ricerca dell'Università del Kansas pubblicata su 'Science Translational Medicine'. Secondo gli scienziati, la somministrazione per via endovenosa di vitamina C potrebbe...........

 

 

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Molti giornali nei giorni scorsi hanno eletto la vitamina C a farmaco antitumorale, usando espressioni come “la vitamina C tiene a bada il cancro” quando addirittura non è stata usata la parola “cura”. Tutto parte da una pubblicazione su Science Translational Medicine, ma tra quello che lo studio dice e quello che gli autori hanno gettato in pasto ai media c’è un bel po’ di differenza.

 

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Via libera al ribes, ai peperoni, ai kiwi, ai broccoli, ai cavoli, alle arance e ai mandarini: in gravidanza, oltre ad aiutare il senso di sazietà favorendo una dieta sana e variegata, aiutano anche ad apportare la giusta quantità di vitamina C nell'organismo, indispensabile per un sano sviluppo cerebrale del nascituro.

 

La Melatonina

La melatonina, chimicamente N-acetil-5-metossitriptamina, è una sostanza prodotta da una ghiandola posta alla base del cervello, la ghiandola pineale (o epifisi). Agisce sull'ipotalamo e ha la funzione di regolare il ciclo sonno-veglia. Oltre che negli esseri umani essa è prodotta anche da animali, piante e microorganismi.

 



 


 

Motore di ricerca interno Carcinomaepatico.it

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